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Vanity Fair n. 26/2012 del 4/07/2012


Noi che chattiamo 12 ore al giorno. Professionisti, colleghi, da due anni passano la giornata al computer. E si chiedono: che cosa stiamo facendo?

Cara Mina, siamo due professionisti di 35 anni che lavorano in aziende diverse, ma che operano nello stesso settore. Ci conosciamo da un paio d’anni, ma da alcuni mesi abbiamo iniziato a chattarci dalla mattina alla sera. Ci scriviamo di tutto, da temi seri che riguardano il lavoro, ad argomenti frivoli, come “commenti” su colleghi, prese in giro tra di noi o semplicemente cose divertenti che accadono nel corso della giornata. Tutto questo dalle 9 della mattina alle 21. Un “passatempo” che non influisce negativamente sulla sfera lavorativa ma che sta diventando una specie di mania ossessiva-compulsiva... Che cosa stiamo facendo? Erica e Armando

Cari Erica e Armando, niente di stravagante, direi. State semplicemente soddisfacendo la vostra neonata mania ossessiva e compulsiva. Mi sembra alquanto strano che la vostra meravigliosa passione chattistica non influisca sul lavoro, visto che vi sollazzate per dodici ore, corrispondenti all’intera giornata. Per variare sul tema e non rischiare di annoiarvi, con conseguente rischio di sospendere le comunicazioni computeristiche, potreste fare delle gare a videogame di varie fogge, vedere in simultanea film “scaricati” piratescamente e commentarli, skyppare guardandovi gli occhi stanchi che si chiudono mentre vi appisolate per un po’. Va be’. Tanti auguri di grandi successi alle vostre aziende e ai vostri cervelli.




Cassano, che nervús

Qualche giorno fa si è parlato molto dell'intervento di Antonio Cassano nei riguardi degli omosessuali. Credimi, un po' di nervùs ti sale. E allora che fare? Un bacio da chi percorre, da 26 anni, la vita con il compagno dello stesso sesso e non si sente rappresentato da cortei multicolore, pur reclamando i propri diritti di cittadino italiano. Max

Caro Max, ci risiamo. Cassano non mi ha fatto né caldino né freddino. Risponde alle domande con gli strumenti che possiede. Se i mezzi culturali e dialettici fossero formidabili come il suo talento calcistico, avrebbe composto un trattatello sulla questione con parole talmente ben scelte da non dare fastidio a nessuno. Forse il sostantivo che ha usato è quello che ha fatto scatenare il pandemonio. E su questo sono assolutamente d’accordo. Mi interrogherei, piuttosto, sulla posizione di Cecchi Paone. Gli attribuivo una certa eleganza. Così si mette alla stregua di quegli etero di bassa virilità che non vedono l’ora di raccontare al bar: “Aho, quella me la so’ fatta¨”. E magari non è vero. E poi, scusa, ma pensi che sia una gran rivelazione? Non direi…




Soffoco nei debiti

Ho 38 anni avevo avviato una piccola attività che, nel giro di 2 anni, sono stato costretto a chiudere per colpa della crisi e delle banche. Avevo un fido come anticipo fatture di 5 mila €, bazzecole per molti, vitali per noi piccoli artigiani. A causa di continui ritardi nei pagamenti delle fatture da parte di alcuni clienti la banca ha deciso di non rinnovare il conto anticipo fatture, lasciandomi scoperto. Da lì in poi, tutto è precipitato. Ora mi ritrovo senza lavoro, pieno di debiti e con nessuno che mi possa aiutare. Quindi, quale soluzione resta? Vendermi un rene per poter pagare i debiti e non dare altri problemi ai miei genitori. Oppure spararmi un colpo. S.F.

Credo che valga la pena di riferirti il commento di un amico alla notizia che il padre si era suicidato: “Che stronzo!”. Proprio così, questa è stata la prima reazione solo apparentemente crudele. Forse non voleva dire proprio quello. Ma l’inaccettabilità del gesto non gli aveva lasciato neppure un briciolo di compassione per la vigliaccheria, la disperazione, la solitudine che, probabilmente, erano all’origine di quella decisione insopportabilmente drammatica. Non arrenderti, le cose devono cambiare. Devono. L’alternativa sarebbe troppo pesante: l’Italia che si impianta, deflagra e va in pezzi come un motore che non ha sufficienti cavalli per sostenere una andatura accettabile. Deve cambiare. Io non sono ottimista. Proprio per niente. Ma penso che il burrone che ci minaccia non ci avrà. E, credimi, i tuoi genitori saranno felici di “ricevere” altri problemi da te. Resisti, amico mio! Ti abbraccio.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 27 giugno , 2012 Ragazze, uscite di casa e dite che amate

Cara Mina, ho quasi 18 anni e vivo a Bologna. Volevo che tu sapessi per prima che mi sono innamorata. Passo le mie giornate a pensare ai suoi occhi profondi e ipnotici e a immaginare che cosa direbbe se sapesse di questo amore. Ma la verità è che non lo saprà mai… sono davvero troppo timida e ho paura di rovinare la nostra amicizia. Si dice che le delusioni d’amore ti facciano crescere, ma perché io invece tutte le volte che lo vedo mi sento piccola-piccola? Un grande abbraccio, tua Arianna G.

Ma ragazze, che cosa vi sta succedendo? Un po’ di iniziativa, un po’ di coraggio. Ricevo molte lettere che esprimono la tua stessa paura. Dolce Arianna, cosa aspetti? Preferisci rimanere lì a logorarti l’anima per paura di un rifiuto? Ne vale la pena? No. E allora adesso esci di casa o prendi il telefono e gli dici che la vostra amicizia sta subendo un mutamento… Forza.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 2 luglio , 2012 Caro Alfredo, io Vasco lo amo

Gentile Mina, grazie all’amicizia col suo idraulico del Forte, avrei potuto facilmente arrivare al suo cospetto. Ma all’occasione mi sembrò uno stratagemma di bassa lega e desistetti. Bando alle ciance, le chiedo: pensa anche lei che Rossi Vasco sia un bluff? Talvolta mi faccio violenza ascoltandolo nella vana attesa di un vibrato, una intonazione, una frase canora di senso compiuto; niente di niente, solo frasi idiote ripetute da cima a fondo. Se mi risponde che l’idiota sono io, me ne farò una ragione, detto da lei. Se però si permetterà un giorno di fare anche solo uno schiocco di lingua con quell’essere, fra me a lei sarà il divorzio (per colpa sua). Tanto le dovevo. Alfredo

A me Vasco Rossi non piace. Lo adoro. E non sto a spiegarti il perché. Al di là dei commenti tecnici che cerchi di estorcermi, ti posso dire che mi coinvolge, mi appassiona. Sanguina, come diciamo noi, ecco, lui sanguina. Tu non sei un idiota, caro Alfredo, hai gusti e sentimenti diversi. Non c’è niente di male. Ti invito, però, a sparati un paio di pezzi suoi con gli altoparlanti a manetta. Vasco va sentito forte da spaccare i vetri. Può darsi che tu scopra un patrimonio che non sospettavi esistesse. In buona sostanza, come si fa a spiegare perché una cosa ti piace e un’altra no. Impossibile. La musica tocca delle corde che neanche tu sai se e quando vibrano. Sei succube di un mistero. Ti abbraccio e salutami l’idraulico. Dino, vero?




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