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Vanity Fair n. 17/2012 del 2/05/2012


La strana malattia chiamata amore. È innamorata ma, non avendo mai provato il sentimento, chiede: “È amare, questo? Quali sono i sintomi?”.

Cara Mina, ho 24 anni e vivo da quasi 2 anni a Shanghai. Ho un buon lavoro e sono riuscita a stabilire una relazione di amicizia con una ragazza italiana che conosco da 7 anni. Abbiamo condiviso molte esperienze e in passato non abbiamo mai avuto screzi. Viviamo insieme da 7 mesi e spesso abbiamo avuto litigi seguiti poi dalla pace. Ma da un po’ tutto è cambiato: non condividiamo più i pensieri, ci siamo allontanate senza una ragione valida. Questo mi lacera dentro: ho bisogno di riprendere il nostro rapporto, di avere un punto di riferimento. Io la considero una sorella, ma temo non sia lo stesso per lei. A volte penso che il tempo aggiusterà tutto, ma se non fosse così? Ti abbraccio G.C.

Se non fosse così te ne farai una ragione, mia cara. Secondo me esiste una forte motivazione che ha spinto la tua amica ad allontanarsi. Prima di tirare le somme sarebbe il caso di indagare. Il tempo non aggiusta. Se ce la fai, prova tu. Ciao.




Drag queen da copertina

Perché non hai mai utilizzato delle drag queen per un video o addirittura per la copertina di un tuo album. C'è ne sono di davvero assomiglianti a te, pensaci sarebbe davvero una “figata”. Un abbraccio ti voglio bene Fa

Gioia bella, già fatto. Sia l’una che l’altra cosa. Dove, come? Lo devi scoprire tu. E non è neppure tanto difficile. Cerca, cerca… Ti abbraccio.




Io dipingo e penso a te

Ho riscoperto la mia grande passione per la pittura. Ora che partecipo a diversi concorsi e dipingo praticamente tutta la giornata, dedico ogni mia opera alla tua voce, intitolando ogni mio quadro come le tue canzoni: Ha tanti cieli la luna, Un'ombra, Dulcis Christe e l'ultimo, Se avessi tempo. Ogni colpo di pennello è accompagnato dalla tua voce. Grazie per tutto ciò che mi trasmetti. Christian

Ma grazie a te, splendido Christian! Chissà cosa ascoltava Picasso mentre dipingeva…




Ti aspettiamo su facebook

Amatissima, come stai? Io, un po' incazzato. Mai possibile che permetti che società come la Sony continuino a “manipolarti”? Per non parlare del fatto che la Sony, un capolavoro come Piccolino, non lo pubblicizza minimamente. Roba da pazzi! Una supplica: scrivi qualcosa sulla tua pagina Facebook... ti aspettiamo! Ogni bene di questo mondo. Uiallalla

Tesoro mio, il mercato fisico della musica è morto. Tutti rubano tutto in rete. Nessuno ha più una lira. Neppure la Sony, credo. La mia pagina Facebook? Non sono mai andata a vedere com’è. È una roba ufficiale di cui non mi occupo. Ciao, un bacio.




E canto col mio papà

Ho quasi 12 anni. Adoro ascoltare la musica e ho scoperto la tua da piccola, anche se per me era ed è tuttora difficile cantarla. Mio papà suona la chitarra e molto spesso gli chiedo di cantarmi e suonarmi un tuo brano perché lui è un po' più bravo di me. Tanti baci, Francesca

Sei uno zucchero, Franceschina. Un soffio di vento profumato di caramella. Una folata di sorrisi. Una carezza. Salutami il tuo papà. A te un bacino.




Non so che cosa sia

Sono “innamorata”, in realtà non lo so se è proprio amore perché non ho mai provato un sentimento simile, proprio per questo volevo chiederti quali fossero i “sintomi” di questa incredibile “malattia”. Un caro abbraccio. Giò

Nel provare a risponderti, mi accorgo che troppe volte ho fatto elenchi dei cosiddetti sintomi dell’amore, ammesso che si tratti di malattia. Non mi sento di ripetere luoghi più o meno comuni. Rimando piuttosto alla letteratura o alla cinematografia la immensa rappresentazione dell’”amore”. Troverai una ricchezza di parole e combinazioni di vocaboli che nessun dizionario sarà in grado di contenere. Ne riceverai consolazione, ma, in ogni caso, non aumenterai la comprensione del fenomeno che ti tocca. Così, almeno, spero. Per ora, è curioso e affascinante il tuo stupore per un sentimento sorprendente. Goditi il colore che non hai mai visto uguale, il mutamento fisico che non avevi previsto in te stessa, la confusione tra sogno e pensiero. Non sforzarti di dare nomi consueti a tutte le novità che ti assalgono. Non spiegare niente a nessuno. Non c’è bisogno e neppure possibilità. Cara Giò, ti auguro che questo stato di grazia duri a lungo.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 26 aprile , 2012 Dai Lule prendi l’iniziativa

Cara Mina, lo vedo tutti i giorni attraversare il corridoio davanti alla mia classe. Ultimo anno di liceo, mancano due mesi alla maturità e io non ho paura. Penso solo a lui, lui che due anni fa mi è entrato nella testa (e nel cuore), senza chiedere il permesso. Per lui è finita una relazione che durava da tre anni e mezzo. E ogni volta mi passa davanti e mi rivolge un ciao… così ombroso, non lascia trasparire nulla di sé. Intelligente sì, a scuola lo sanno tutti. E ai miei occhi maledettamente affascinante. Leopardi diceva che il piacere sta nel tempo dell’attesa. Io, però, quest’attesa vorrei portarla a un compimento. Se solo riuscissi a soffocare la vergogna… Un abbraccio, 
Lule

Chissà da dove salta fuori la leggenda metropolitana del leopardiano piacere dell’attesa. Che il sabato sia meglio della domenica, perché la domenica si pensa alle scartoffie in ufficio del lunedì, potrebbe anche essere un piccolo gioco di illusione dal significato dubbio, ma logico. Le teste e i problemi di noi umani hanno poco da spartire con i corrispettivi di Leopardi e ho paura che ci sia anche poco da imparare. Non devi considerare prosaica e volgare la tua urgenza di entrare nella cosa. Anche senza meditazione, ciò che ti è nato dentro e non puoi trattenere, non ha bisogno dell’avallo di poeti per essere poesia. Ti tocca scriverla, esattamente come vuoi, senza mediazioni psicologiche o culturali. Quando ti rivolge il “ciao”, invece di svenire, digli “scusa avrei una proposta interessante”. Non necessariamente la dovrai esplicitare tutta e subito. Ma intanto il sabato del villaggio sarà già diventato domenica. Ciao bella Lule, coraggio.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 30 aprile , 2012 “Perdere la testa” è l’origine di ogni paciugo

Cara Mina, ho 25 anni e ho chiuso da poco una storia durata quasi 5 anni, la mia prima storia, il mio primo amore, il primo che mi abbia fatta sentire bella, che mi abbia amata. Il mio rapporto con me stessa non è dei migliori: sono un po’ in sovrappeso e mi sento inadeguata, osservata e giudicata. Diciamo che mi manca l’amor proprio, l’autostima. Ho anche un carattere un po’ difficile, ma quello mi va abbastanza bene così… Quasi due mesi fa ho conosciuto un ragazzo che mi ha fatto perdere la testa. All’inizio pensavo di interessargli e mi sono esposta, sbagliando. E l’amor proprio è scivolato ancor più nel baratro. Ma non riesco a rassegnarmi, è questo il problema. Non riesco a credere di aver mal interpretato i suoi atteggiamenti. Perché, Mina cara, quando un ragazzo mi dice “quando dico no è no”, io capisco “when I say no, I mean yes, but not now”? Federica

“Perdere la testa” è l’origine dei paciughi che combini. Non che sia proibito. Anzi, c’è chi se lo augura come una benedizione. Ma devi ricordarti che, come dice l’espressione stessa, non manterrai lucidità nella comprensione degli atti e delle parole. Non capirai se sei ostinata, sopra le righe, invadente, noiosa e portatrice dell’intero campionario che impedisce un rapporto. Siccome vedo che hai bisogno di schemini, ti consiglio quello dell’ombra del cammello. Lo conosci, vero? Forse no: un mio vecchio amico dice sempre: “Tesoro, l’uomo è come l’ombra del camello (con una m sola) se lo segui ti fugge, se lo fuggi ti segue”. Prova, vedrai che rivoluzione!




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