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Vanity Fair n. 8/2012 del 29/02/2012


È violento, però non lo lascio. Un marito difficile, poi l’incontro con un uomo speciale. Che ha lasciato andare, e ora si Childe: ho sbagliato?

Cara Mina, ho da poco superato i 50 anni, un matrimonio da 30 molto difficile, con qualche momento di serenità alternato a violenze in tutti i sensi. Tre figli: perché? Forse avevo la convinzione che alla fine le cose sarebbero andate bene. Poi incontro lui: una persona speciale, discreta, riservata che piano piano entra nella mia vita e mi fa vedere il sole. Dubbi, lacerazioni, consapevolezza di dover rispettare gli impegni presi. E così mollo tutto per non far soffrire gli altri. Dimmi, ti prego, che ho fatto bene, che la mia non è stata codardia, che non c'erano alternative. In momenti come questo non ne sono così sicura. A.

Mia cara, la prima cosa che mi viene in mente è questa: il sole che ti aveva fatto vedere quella persona speciale non era poi così abbagliante. Se no le cose sarebbero andate in un altro modo. Tu avresti avuto la forza di far saltare tutto e avresti pensato poco alle conseguenze. Invece no. Vivi serenamente questa decisione. Non sei codarda, ma sei una donna che sa dare il giusto valore alle cose. Tranquilla, la tua è stata una scelta e non una rinuncia. Spero soltanto che tu abbia ben soppesato tutto. Ma credo proprio di sì.




È un mondo ingiusto

Ho 16 anni, probabilmente non capisco niente di politica, né di finanzia, ma capisco i disagi che ci sono a causa della situazione attuale. Sento i discorsi di mia madre, del doversi trasferire perché purtroppo ci si deve fare in quattro per riuscire a pagare l'affitto, di una bellissima casa per carità, ma con tanti problemi: tubature rotte, bagni inagibili per diversi periodi. Il padrone di casa, con tanti soldi, non vuole abbassare l'affitto quando potrebbe. Non è l'Italia che fa schifo, è che i nostri Parlamentari sono troppi e prendono troppi soldi per il lavoro che fanno, spesso inutile, che non dà rischi per le loro vite. Studiando Diritto ho letto: “Una persona, svolgendo un mestiere, deve avere una retribuzione che renda la vita dignitosa per sé e per la sua famiglia”. Perché non è così? Cecilia

Cara Cecilia, è meglio che tu ti abitui alle ingiustizie fin che sei piccola. Perché quando crescerai ti potrà provocare una rabbia incontrollabile (della quale vedo già chiari segni). Quando poi ti accorgerai, come tutti noi povericristi, che non avrai alcuna influenza sull’auspicato “cambiamento” ti auguro di avere vicino persone illuminate, salde e amorose. L’unica consolazione, l’unica soluzione a tutti i mali di questo mondo infame. Ti abbraccio.




Quella ragazza sul tram

I miei suoceri Maria Oliva e Achille si sono sposati il 30 marzo 1959 e hanno fatto il loro viaggio di nozze a Roma. Sabato 4 aprile, mentre stavano rientrando al loro ostello, salì sul tram una giovane donna: piuttosto nervosa ed emozionata, chiese conferma se quel mezzo andasse in Via Teulada, dove era ed è una delle sedi della Rai. Quella sera stessa, davanti alla Tv per assistere al Musichiere di Mario Riva, hanno visto l'esordio della giovane donna. Mina: in tram, che bello. Il genero, Paolo.

Carissimo genero Paolo, a volte uno si convince talmente tanto di cose che non sono successe che rivendica a spada tratta la veridicità di quello che racconta. Credo che sia il caso dei tuoi suoceri. Però ti dico che anche a me sarebbe piaciuto che fosse andata così. Invece ero guardatissima da una persona che mi aveva messo alle costole mio padre, gentile, per carità, ma non mi mollava mai. Non potevo neppure prendere un romanticissimo tram. Un bacio.




Io e te, due sosia

A parte essere una tua grande fan, a parte essere una tua collega (anche se dopolavorista), a parte il profilo identico, a parte cantare (umilmente) le stesse canzoni, ora mi tocca anche scoprire che abbiamo la stessa altezza. Troppo? Per fortuna, almeno la mia voce non è all'altezza della tua. Un grandissimo saluto dal sottobosco della musica.

La musica non ha sottobosco. Ha un bosco enorme, fresco e profumato dove tutti noi viviamo con i nostri sogni, con la nostra passione, con le nostre smanie, con i nostri errori, con le nostre delusioni. La musica è la grande salvezza, carissima sosia. E tu lo sai benissimo. Ti mando un bacio e che la musica sia con noi. Sempre.




Speciale Vanity C’È Mina Per Voi del 27 febbraio , 2012 Povero Celentano, ora capisco perché non vai in Tv

Cara Mina
 ho visto Sanremo e devo dire che ci sono rimasta molto male per come il pubblico all’ultima serata ha trattato Celentano. Il suo messaggio diceva solo la verità. Ora capisco perché tu non ti fai vedere in Tv. Cari Saluti Ursula

Certo, Ursula. Come ho scritto la settimana scorsa, il “trattamento” che hanno riservato a Celentano mi fa venire i brividi. Non avrei mai pensato che Adriano venisse contestato. È talmente amato da tutti che credevo fosse al riparo da questo tipo di sgradevolezze. Non sto ad analizzare il perché e il percome. Non so se sia vero, come dicono, che la cosa è stata organizzata. Non ne capirei le motivazioni, se fosse così… Adesso, però, archiviamo questo episodio disarmonico. E lasciamo in pace il molleggiato. Ciao, un bacio.




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