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Liberal 09.12.1999
92. LERA DELLANTI-UOMO
9 dicembre 1999Cara Mina,
se un giovane
ventenne ammazza a coltellate i nonni per impossessarsi delleredità,
la notizia sembra quasi normale. Se un giovane trentenne muore per un tragico
cocktail di droga e alcool in un rave-party nellindifferenza generale
degli altri giovani che si stordiscono con la musica a tutto volume, se ne
parla per due giorni e tutto finisce lì. Ma dal Giappone rimbalza fino
a noi una notizia che non può lasciarmi indifferente: una madre uccide
una bambina di due anni "colpevole" di avere rubato alla figlia
il posto in un asilo esclusivo. Fino a questo punto si deve arrivare per ottenere
i propri scopi?
Nicoletta M., Pesaro
Ma non era il Giappone la terra
della spiritualità, della civiltà, delleducazione maniacale,
dellesagerato rispetto, del sorriso addirittura caricaturale?
Non cè
più né Oriente né Occidente. Tutto è una grande
pappa in sobbollimento, tutto è tirato per i capelli dalla confusione
che si è ingenerata nelle nostre teste e sulle nostre facce, siano
gialle, bianche, nere o blu. Questa storia del villaggio globale, della Terra
che si sta facendo paesino, dove lunica differenza tra un popolo e laltro
è costituita dai vestiti e dai cibi, e dove lunica cosa che ci
accomuna è la violenza e la sopraffazione, mi sembra una stronzata.
Persino la mamma, ultimo stremato baluardo di "bontà" e di
"saggezza", se non di obbiettività, sembra si stia tramutando
in unalchimista costretta a tentare di costruire mostrini adatti al
terreno in cui vivranno. Aiuto ... il gabinetto del dottor Mabuse ... ecco,
ci siamo dentro.
Ho visto su una televisione
straniera un servizio proprio su un asilo giapponese dove i bambini sono trattati
con una crudeltà e una ferocia intollerabili. Allinsegna della
competizione più devastante. Li fanno stare dinverno fuori, al
freddo in pantaloncini e t-shirt di cotone, senza calzini fermi per ore e
il primo che dice "ho freddo" viene punito ed escluso dal resto
delle "lezioni". Viene gratificato il vincitore e punito il perdente
fino a non superare lanno. Non posso dimenticare le faccine terrorizzate
e livide dei bambini che, probabilmente, cercavano di adeguarsi e giustificare
un trattamento così innaturale. Mi sono tornate in mente le espressioni
dei nostri figli occidentali dopo una gara di sci o una partita di pallone
perse; hanno la stessa incredula sottomissione e disperazione.
Brutta china. Sono
contro la competizione. Ecco perché sono contro la competizione tra
bambini. La competizione, e solo quella sportiva, può appartenere a
persone adulte che hanno ormai incamerato il concetto di vincita e di perdita.
Non a quelli che "devono giocare". Ai bambini va lasciata lautonomia
nel giudicare il significato della sconfitta, in tutta calma e in tutto amore.
Insomma è chiaro che, per me, "limportante è non
partecipare".
Normale che succedano
cose di questo genere? Normale che una donna strangoli la figlia di due anni
di una sua amica sperando così di procurare il posto allasilo
per la sua di bambina? Temo che la risposta potrebbe cominciare ad essere
"sì". E, allora, siamo proprio arrivati.
Continuo a non capire.
Continuo a voler non capire. Non mi sento di appartenere alla cerchia di quelli
che, di fronte ad un omicidio qualsiasi, insinuano o proclamano di aver compreso
su quale filo logico corre il delitto. Non cè perché,
non cè spiegazione razionale che consenta di aprire un varco
nel labirinto dellanimo umano. Non cè risposta alla domanda:
"per quale scopo questaltro omicidio?". Anche perché
un delitto non giova ad altro che a portare ossigeno alla morte, e cioè
alla logica perversa dellantiuomo. Così continuo a non capire
e non mi rassegno alle spiegazioni dei giornali. Mi sembrano troppo e, insieme,
troppo poco definitive.
E se fosse vero? Bisognerebbe
continuare ad urlare, perché forse le parole ben argomentate, i ragionamenti
strutturati dal filo stringente del sillogismo sarebbero oggi incomprensibili
a questuomo massacrato dalla demenziale indifferenza cui le ideologie
della materia lhanno costretto. Continuare a urlare. O bisognerebbe
forse ricominciare tutto da capo, ridicendo levidenza più originaria,
e cioè il fatto che prima di tutto cè luomo, la
vita, lamore.
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