Pierpaolo Velani

27 maggio 2002

Barman della Bussola dal 1956, più precisamente maestro di cerimonie del Bussolotto, il "ridotto" del piano di sopra o, come lo definisce lui, "quel laboratorio per far crescere il giovane, abituarlo ai riti mondano-notturni, educarlo a diventare il cliente di sotto", cliente della Bussola, appunto. E lì alla Bussola, al Bussolotto, Pierpaolo Velani, Pierpaolo tout-court per alcune generazioni che hanno raggiunto le vette del savoir-vivre scalando i gradini di accesso a quel paradiso che era il suo privée, che si sono affacciate alla mondanità dalla ringhiera del suo gimnasium, giura di avere visto o, con il dubbio della discrezione, "giura di credere di avere visto" una Mina "molto lontana, ancora, dal diventare la reginetta del juke-box, la regina degli urlatori, la primadonna della musica italiana". Ecco, il fatto è chePierpaolo giura di credere che, molto probabilmente, Mina…
L.C. Pierpaolo, vuoi ripetermi quello che giuri di credere sia un ricordo molto probabile? ...1957, 1958, Mina...

P.Velani Sì, certo, veniva con i genitori a vedere gli spettacoli. E qui ti do la chicca, perché io sono convinto di questo. Veniva a vedere gli spettacoli, e finito lo spettacolo andava via con i genitori e - qui è il punto, secondo me, ma giuro che credo che sia così - aspettava che si addormentassero, si infilava il costume da bagno sotto il vestito, suppongo, e poi prendeva la bicicletta e tornava in Bussola. Tutto questo perchè… perché Sergio (Bernardini ndr.) aveva preso a quell'epoca, un complesso inglese, o autraliano, straniero, insomma, che si chiamava i "Four Saints", che erano un po' i Beatles di allora; e che a lei evidentemente piacevano molto, erano della sua generazione…. Fatto sta che accadeva che Mina, con quelle 40, 50 persone che rimanevano dopo le tre, le quattro, nel locale, faceva una specie di karaoke ante-litteram, con i "Four Saints" e i musicisti che arrivavano dagli altri locali di tutta la versilia, come dal jazz club di Carrara; e così venivano fuori delle jam sessions vere e proprie, si divertivano tutti, e lei, nel mezzo, canta te che canto io, si divertiva, e come!, con professionisti che l'accompagnavano… E era una cosa… di una bellezza, di una bravura eccezionale.. Ecco, ti posso dire che lì, proprio in quelle sere nacque l'affetto per quella ragazzina.. Che poi, come se fosse naturale, finito il tutto, chiuso il locale, finivamo al "Gallo d'oro", il bar di là dalla strada, a prendere il cappuccino alle sei, le sette del mattino.

L.C. Questo assolutamente prima che cominciasse a cantare?

P.V. Assolutamente. Ti dico che aveva diciassett'anni! E ti dirò che in Agosto veniva spesso… E credo che quando tornava indietro non andasse a casa, ma andasse in spiaggia… e quando i suoi la trovavano, magari addormentata, sotto l'ombrellone, il tutto passava come se si fosse alzata molto presto per prendere una boccata d'aria buona. Ci giurerei che è così, era troppo simpatica perché non fosse così, mi auguro che fosse così che succedeva, perché somiglia molto alla sua simpatia nelle serate tra noi a cantare, al modo in cui stava in mezzo alla musica, ai musicisti. Era la comunicativa fatta ragazza.

L.C. Hai un ricordo anche di quello che è stato l'arrivo ufficiale di Mina alla Bussola? Di quello da cantante? Com'era la Mina del debutto?

P. V. La Mina del debutto, delle prime serate, agli scrosci degli applausi sembrava quasi infastidita e aveva l'aria di chiedersi da dove venisse tutto quel successo. Perché era veramente persona che si divertiva, le piaceva proprio cantare, gli applausi le facevano perdere tempo, lei voleva cantare. L'arrivo di Mina alla Bussola… dunque… Sì, ecco, Sergio (Bernardini ndr.) la seguiva già da tempo, ma aspettò non so cosa prima di scritturarla , forse che cambiasse impresario. Ricordo un pomeriggio in cui Sergio, seduti ad un tavolo sul prato degli aperitivi, mi parlò dell' idea di scritturare Mina. La bocca mi arrivò agli orecchi dalla gioia, e così Sergio seppe cosa ne pensassi, di quell'idea. Era il 60 e lì nacque la straordinaria comunione artistica tra Sergio e Mina. Sergio capì che doveva "sfruttare" questa ragazza, e ti dico "sfruttare" nel senso in cui lo hanno sempre inteso i grandi impresari, i grandi talent scouts, gli Ziegfeld di ogni tempo e Paese. E credo che da allora, da subito, Sergio abbia "impostato" il rapporto "Bussola-Mina" per non allontanarsene mai più.

L.C. Anche Mina ha sempre amato la Bussola, e alla Bussola ha sempre risevato attenzioni speciali, esclusive preziose.

P.V. E' vero, è vero, assolutamente vero. E la ragione è che anche Mina si era affezionata alla Bussola, all'entourage, alla squadra, al locale, alla clientela… Ma perché?… perché Sergio Mina l'ha sempre "trattata nel coscio"… Mina era Mina, Sergio l'aveva intuita subito, questa "cosa" straordinaria, e quindi era "la Mina" che doveva essere curata al massimo… Sergio curava sempre tutti gli artisti al massimo, ma lei qualcosa in più. Mina e la Bussola, la Bussola e Mina

L.C. MINA -BUSSOLA -MINA? Insomma, due nomi, una continua andata e ritorno…

P.V. La storia della Bussola è Mina. La grande vedette nella storia della Bussola è lei. Mina ha fatto vent'anni, o diciotto, alla Bussola e non ha mai "bucato" una sera… ogni sera che ha cantato in Bussola, ha sempre fatto lo strapieno. Se stava cinque giorni, quattro, dieci giorni, venti, a cantare in una stagione, i tre quarti delle persone che venivano la prima sera erano ancora lì all'ultima… non sarebbero mancate per niente al mondo… Mina era un "evento", Mina voleva dire "serata mondana", anche, successo garantito, insomma… con lei eravamo sempre esauriti. Dal canto suo, Sergio aveva fatto appendere, a bandiera, ad ogni lampione stradale, cartelli con scritto MINA a caratteri cubitali per una ventina di chilometri di strada litoranea da Torre del lago Puccini a Forte dei Marmi. E davanti alla Bussola, più d'un'estate ci fu fisso per tutta la stagione un cartellone di dieci metri con una gigantografia di Mina… Io ho sempre temuto che ce lo facessero togliere, un giorno o l'altro, talmente in quel punto il traffico rallentava.

L.C. Mina e il pubblico

P.V. Il pubblico della Bussola ha sempre avuto esigenze un po' particolari… era un pubblico coccolato che amava il protagonismo, anche il proprio., che amava molto girare per il locale, da un tavolo all'altro, incontrare, fare salotto… Per questo le vedettes dovevano essere Protagoniste assolute con la P maiuscola. E Mina era maiuscola tutta. Lo era in palcoscenico, e quando anche solo attraversava il corridoio centrale, maiuscola nel regalare emozioni, maiuscola di bellezza, di importanza maiuscola, al di sopra di tutto ciò che le si agitava intorno. Mina è stata la persona così tanto amata dagli italiani che mentre era punita dalla Rai e aggredita dalla stampa per sue vicende personali, nelle serate alla Bussola era acclamata come una regina e come la più amata delle sorelle. C'erano i cordoni di polizia a trattenere le varie centinaia di persone che la aspettavano lungo la strada fuori dalla Bussola - e che erano lì soltanto per salutarla e che non sarebbero entrate, questo è il bello - che dicevano "brava" e "ti vogliamo bene" e alzavano i bambini piccoli verso di lei come per Santa Rita. Io credo che le volessero bene anche perché avevano davanti la più grande cantante e il personaggio pubblico più amato che, proprio come loro, ha sempre dovuto mettersi la propria vita sulle spalle e portarsela. E il pubblico lo capiva, se ne accorgeva. Come lei ha sempre capito le persone, eh, potrei raccontarne…

L.C. Presto fatto, allora: Mina e il pubblico, 2a puntata, avanti…

P.V. Ti racconto una cosa, un fatto, che la rivela in una luce che conoscerai bene anche tu… Accadde una sera di un suo spettacolo… io le avevo portato da bere in camerino e le raccontavo che ero un po' preoccupato e intenerito perché in sala, ad un tavolo, c'erano un signore, non proprio il tipo del gran viveur, diciamolo, che accompagnava cinque signore altrettanto chiaramente poco avvezze alle grandi mondanità, tutte con la loro borsetta tenuta stretta sullo stomaco, il golfino sul braccio… Erano persone dall'aria un po' spaesata, come sorprese da quello che vedevano, insomma. Le dissi che temevo che da qualche altro tavolo intorno, qualcuno si mettesse ad osservarli troppo, e che mi ero preoccupato per loro da quando li avevo intravisti all'ingresso e li avevo aiutati contro le difficoltà con gli addetti alla porta. Lei sgranò gli occhi come a guardare la scena che le descrivevo e la risposta fu immediata: "Sia chiaro: se qualcuno si azzarda a prenderli in giro, o anche soltanto a metterli a disagio, io stasera vado al loro tavolo e canto per loro…". Eccola Mina la superstar.

L.C. Ecco, appunto: Mina e il pubblico, 3È puntata: Il pubblico e Mina superstar, Mina la diva...

P.V. Ah, potrei parlartene fino a domani!…perché ha dell'incredibile come, per quanto leggendaria sia sempre stata in scena non sia mai stata diva nei rapporti personali, non abbia mai agito come se pensasse che tutto le fosse dovuto in proporzione di quanto rendeva la sua presenza… e rendeva, eh! E meno aveva le caratteristiche della diva e più la trattavano da divina… perché, diciamocelo pure, lei ha una grande importanza, una grande autorità come persona, come persona di valore. Quando entrava in palcoscenico, c'era poco da fare, erano emozioni, erano emozioni… e il pubblico se le beveva come linfa vitale… e quando poi se la ritrovava, più tardi , che mangiava un risottino o giocava a carte,la lasciava in pace, con rispetto, con gratitudine, come a proteggerla… Magari passavano due o tre volte a due metri dietro le sue spalle, per godersi un po' la vicinanza, attenti a che non se ne accorgesse, ma la lasciavano in pace. Sì l'hanno sempre amata, c'è poco da dire, era amore incondizionato per la sincerità, l'autenticità della persona. Difatti già allora, come adesso, piaceva ad adulti e ragazzi.

L.C. Speciale Mina e il pubblico, 4È puntata: i ragazzi

P.V. Mina è nata rockettara, cantante per ragazzi, dunque, non dimentichiamolo. I ragazzi, alla Bussola, , tu ne sai qualcosa, riempivano la pista ballando per ore, guadagnandosi pian piano il postopiù vicino all'orchestra in attesa di sedersi per terra il più a ridosso possibile della pedana scorrevole che formava il palcoscenico per lo spettacolo. I ragazzi sono sempre stati lo zoccolo duro del pubblico di Mina alla Bussola. E credo che, come è sempre stata un personaggio stimolante per tutti , anche ai ragazzi Mina abbia sempre fatto molto bene, che per loro sia sempre stata di grande stimolo. Non si può negare che alcuni, intanto, anche per vederla alla Bussola, lavorassero d'ingegno: come il gruppetto dei tre amici che, nel caos di quelle sere, facendo finta di dover consegnare dei liquori, si presentava all'ingresso dei fornitori con casse vuote di whiskey per poi mollarle in un angolo e infilarsi in sala; quando li scoprimmo, scoprimmo anche che erano andati avanti così tutta l'estate… fantastici! io gli offrii da bere. E un altro, poi, un uomo sulla cinquantina che anche lui,un'estate, "fece la stagione" da noi. Con Sergio avevamo notato che spesso arrivavano dei giovanotti dal fondo del giardino sul lato spiaggia e si scuotevano la sabbia di dosso. Ci insospettimmo… e arrivammo fino ad un angolo della cancellata, lontano, fuori dalla vista. E trovammo una sorta di tunnel pazzesco scavato nella sabbia, sotto alla recinzione, dal quale entravano quei ragazzi. L'aveva scavato a colpi di vanga quel signore sulla cinquantina, che faceva entrare i "clandestini" a "offerta libera". In tre mesi ci si era comprato un furgoncino, ci disse con l'aria di uno dello staff, contento di come andavano le cose, come se fosse stato dei nostri. Per il tutto esaurito, il grande palcoscenico scorrevole che al momento degli spettacoli da sotto al palco dell’orchestra si allunga fino a metà sala è ormai niente più che una piccola pedana

L.C. Mina e lo staff della Bussola?

P.V. Una compagna solare lontana anni luce dalla dimensione diva. I rapporti che aveva con tutti, a livello persone di lavoro, erano come fra tutti noi, così… mai che si sia messa una volta su un piedistallo. L'affetto nostro, l'ammirazione di noi dello staff, nasceva proprio da questo… dalla semplicità. Mina è sempre stata persona tenera, molto tenera, piena di umanità, senza mai la furbizia della star. Della quale invece ha sempre avuto fin già dai primissimi tempi, la grande statura, la classe, l'autorità naturale. La generosità. Io le voglio proprio bene, e ho per lei un senso di grande gratitudine, e non solo per quello che è stata per tutti noi della Bussola, per il nostro lavoro, per vent'anni…

L.C. Credo che tu stia tentando di dirmi qualcosa…

P.V. Potrei dirtene tante... quando ancora rilasciava interviste, quasi sempre, se era estate, dava appuntamento ai giornalisti su da me, a un tavolino tranquillo del Bussolotto… ti ricordi?… Ti ricordi le estati al Bussolotto?.. come quelle con Joao Gilberto, ogni sera, appollaiato sullo sgabello con la sua chitarra in grembo, a ondate di bossanova, con Mina che appena finito il suo show correva su, seduta in prima fila ad ascoltarlo, rapita, lei che lo aveva scoperto per prima nei suoi viaggi in Sudamaerica… Potrei racccontartene di aneddoti... Ma ti dico una cosa… niente di sconvolgente, badiamo bene, ma una cosa semplice, un gesto di una bellezza composta, come lei. Era il '77 ed io avevo preso un piano bar a Firenze. Una sera mi telefonò la proprietaria di uno dei più prestigiosi ristoranti fiorentini di allora e mi disse "Mina è qua da noi e mi ha chiesto il tuo indirizzo. Guarda che mi sa che tra un po' sarà da te". Poco dopo la mezzanotte, si apre la porta e "Ehiiii, ma ciaaao…" come fa lei con affetto, sai? Avevo una trentina di persone, dentro e… hai presente?… di colpo fu come un movimento di formiche impazzite, tutti a chiedermi di telefonare - allora i cellulari non c'erano. Io mi resi conto e dissi un bel "no, fermi tutti". Ma non ci fu verso, alcuni mi presero il telefono di mano, altri uscirono a cercarne altri fuori dal locale: stavano svegliando Firenze. Io guardai Mina e le feci un cenno stringendomi nelle spalle e le dissi "guarda che tra un po' arriva il mondo". E lei mi rispose che lasciassi perdere, che andava tutto bene, che non mi preoccupassi. Beh, finì con la polizia fuori dalla porta e la strada invasa da gente che aspettava di vederla uscire, sembrava l'uscita da Juve-Fiorentina. Fu il lancio definitivo del locale. Sì, Mina è la più grande complice che credo si possa avere nel lavoro. Come è stata la più grande complice che la Bussola abbia avuto. 

                                                                                                                               ©
Lele Cerri



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