MINA, la sua storia è la storia di un talento naturale. Un talento così grande da costringere la persona che lo possedeva ad occuparsene, a viverlo e - si potrebbe dire, spiegandoci così, subito, le sue periodiche defezioni - a rassegnarvisi quasi senza alternativa.

Un talento completo voce-musicalità-intelligenza-fisico di ruolo-carattere particolare; un carattere-voce completo così pieno di sfaccettature, che ognuno può trovarci una parte di sé, che può comunicare ad ognuno qualcosa, e che ognuno può leggere per ciò che le proprie corde gli permettono, sentendosi a casa, protetto; il raggio comunicativo di Mina è vastissimo, lo abbiamo visto.

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Mina parla i linguaggi e ai linguaggi di ognuno di noi, ha la capacità naturale di esserci esterna ed interna, spettacolo e manifestazione di un’emozione che vorremmo aver scoperto da soli dentro di noi, ma che le siamo grati di averci il più delle volte, comunque, indicato. Mina che - nella sua apparente distrazione, così spesso tanto auspicata e richiesta dalla stampa - mette ognuno al quale si avvicina in contatto con la propria “dignità di sé”. E’ troppo per una cantante? Forse qualcuno lo penserà. E quindi: Mina persona. Eccola. Ovvero il gusto concessoci di poter immaginare l’immaginabile e l’inimmaginabile tenuto vivo da un essere che da sempre ci suggerisce, ci incita, con slanci, brusche frenate della sorte, e, in risposta ad esse, proiezioni. Mina-domani. Noi con lei.

Mina. Al tempo della creazione del sito ufficiale a lei dedicato, mi fu dato l’incarico di tracciare la sua storia: la sua biografia, più precisamente. Farlo, avrebbe significato rompere quel silenzio che da parte mia significava garantirle quel riserbo, quella discrezione che da sempre era la sola cosa che non ha mai potuto procurarsi da sola e che così raramente le è stata offerta.
Perciò, dopo molta reticenza mi risolsi per quello che addesso si può leggere qua: parlare di lei ma unicamente nei termini in cui so lei avrebbe accettato senza fastidio. Mi convinsi poco a poco, con difficoltà, che avrei potuto farlo, perché allora come adesso il mio rapporto con lei, in tutti i suoi aspetti, è sempre stato un fatto personale. E poi, visto che mi è capitata la fortuna di incontrare Mina quando aveva soltanto 21 anni e io 14, non avrei voluto dare l’impressione di parlare da “toccato”, o dare l’idea di non avere anche uno sguardo esterno: sono stato troppo avvantaggiato dall’aver goduto, sofferto anche, fin dall’inizio, della partecipazione in diretta a quella che fin dal primo apparire è stata ed è un pezzo fondamentale della storia della musica e del costume italiano.
Oltretutto sono convinto che i miti e le leggende non si debba tentar di spiegarli - sembrerebbe giustificarli - ma vi si debba approdare; approdare alla loro inevitabilità, accostarvisi quando ci sfiorano, o anche solo scorgendoli passare lontani ma inconfondibili sulla linea di un orizzonte. Questo evento-fenomeno Mina io l’ho vissuto come molti di voi, più giovani, non hanno potuto soltanto per questioni cronologiche. Quando Mina è accaduta, quando dopo il suo arrivo non è più stato possibile in Italia cantare allo stesso modo di prima, ero tra quelli che c’erano, ho avuto la fortuna d’esserci, e me ne sono formato una coscienza; e per me, e molti miei coetanei, è stata un’esperienza così esaltante ed appagante che vorrei potessero passarla tutti coloro che all’epoca non c’erano, e chi c’era, aiutarlo a ripercorrerla.
Perciò, per il suo sito ufficiale, la scelta è stata di provare a ricomporre le stesse condizioni in cui mi sono trovato io, assieme a molti altri, quando questo evento che è Mina ha cominciato a nutrirci e a collaborare - come mi ha rinfacciato recentemente un giovanissimo - alla nostra educazione sentimentale. Noi della generazione “in presa diretta” abbiamo tratto i vantaggi della simultaneità delle nostre vite con la sua.
Per questo, per chi non è stato presente fin dall’inizio, e ne ha colto da solo l’essenza, ho pensato di creare per il www.minamazzini.com una sezione Cronache, una sorta di Album, fatta della raccolta del maggior numero possibile di articoli scritti su di lei. Ho ricercato e trovato una quantità decisamente consistente di articoli, più o meno sinceri, a volte incredibili, comunque dedicati in pro e in contro al costante, naturale procedere di un fenomeno. Articoli dei quali ricordavo il tono, l’affabilità, l’inimicizia, a volte, che da fan adolescente mi avevano fatto gioire e patire delle sorti di una amata compagna della nostra crescita. Voi sapete già chi è Mina, adesso che si lesina meno, adesso che ci ha riavvicinati con le sue riflessioni sulle pagine di quotidiani, aggiornando il nostro rapporto con lei con la ripresa in DVD del suo lavoro in studio.
Però, pensavo che a chi non c’era agli esordi, e anche a chi c’era, potesse piacere vedere o rivedere come Mina si sia e sia stata presentata, e trattata, più o meno a ragione, nel tempo, e farsi un criterio di come l’abbiamo vissuta ed abbiamo imparato a riconoscerla, tra le righe dell’attenzione-assedio costante di cui è stata oggetto, per quella che lei ci ha detto di essere con la sua voce e col suo passare, intatta, senza smentire né confermare, tra quanto si dicesse e scrivesse di lei. Che, potrei dire, è stata anche con noi, dal di fuori, distaccata ed elegante spettatrice della sua storia.
E l’idea di quella sezione Album era quella di accompagnare, man mano, con aggiornamenti continui, nella selezione di articoli scritti su di lei dal 1958 ad oggi. Tra i quali – e consiglierei di leggerlo per primo - un articolo del 1961 di Giorgio Bocca che la definì un “essere motore”, “un sangue forte al quale gli altri si accostano per trarne forza e sicurezza”. Un articolo che se all’epoca poteva suonare intuitivo, adesso potrebbe sembrare profetico. Dopo di questo, nella sezione è possibile aprire una lunga serie di articoli, un percorso quasi completo, da compiere in flashback continui, o salti avanti negli anni, tra testimonianze come quelle di Natalia Aspesi e Indro Montanelli, fino ai nostri giorni, con quelli bellissimi che le hanno dedicato Michele Serra e tanti altri: un percorso da compiere insieme - un work in progress, se vogliamo usare questa espressione per attualizzare il concetto e renderne il senso - in attesa, come siamo, dei giorni di un domani da sempre continuamente annunciato da Mina.

A voi e a Mina, sicuramente l’unica alla quale saranno veramente sconosciute, sono dedicate le documentazioni raccolte nel sito e questo lavoro.

di Lele Cerri ©

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