Buon compleanno Mina!

18 marzo 2010 - Libero.it

di Alice Voltolina
Il prossimo 25 marzo la Tigre di Cremona compie 70 anni e già pronto c'è un nuovo album di inediti, nei negozi dal 14 maggio È il minimo che si possa dire a una voce che, come la sua, non è possibile descrivere, di cui non si può parlare senza cadere nel banale, una voce da brividi, da lacrime, da emozioni a fior di pelle. Una voce che è la musica, come disse De Andrè.

Ma è anche il massimo che si possa dire a chi ha scelto di vivere lontano dai riflettori televisivi , lontano dalla ribalta e da quel bailamme mediatico che finisce per non dare voce e respiro alla vita privata. Lontana da fotografi e giornalisti invadenti. Lontana da logiche di mercato e da quell'insopportabile pressione imposta dai discografici. Lontana per non diventare un'immagine fra le immagini.

Lontana da tutto e da tutti, tranne che dalla musica. Anzi, lontana proprio per poter esserle più vicina, in maniera autentica, più libera, più personale e sentita.

Lontana, quindi, eppure sempre presente nella sua assenza dal più invadente dei contenitori mediatici, una scelta che ha comunque permesso a noi di continuare a godere della sua voce (e di ripensare/rispettare il senso della sua scelta di negarsi agli occhi).







Ancora una volta, quindi, tanti auguri a Mina, per questo settantesimo compleanno da festeggiare il prossimo 25 marzo . E grazie del regalo che fa a sé e agli altri: un nuovo album di inediti (nei negozi dal 14 maggio) che segue la pubblicazione del singolo, Facile, dello scorso ottobre.

Sconosciuti, per adesso, il titolo sia del disco sia dei brani che ne faranno parte, ma se non altro sembra che Mina abbia deciso di non bruciare anzitempo quel maglioncino al quale stava lavorando e cui mancava ancora una manica, decidendone in prima persona il destino ("...Ognuno ha la propria pietà Rondanini, la propria Turandot e forse non trova la forza di decidere se destinarla ad un tritasassi o all'estasi dei posteri. Non c'è una legge che dica che le opere non finite debbano essere bruciate, invece che nascoste da qualche avido profittatore. A questo proposito, mi devo ricordare di dare alle fiamme un maglioncino che sto finendo. Gli manca una manica" LaStampa, 7 marzo 2010).



Perché per lei decidere autonomamente della propria vita è stato sempre un punto fermo, irrinunciabile. Lo ha fatto imponendosi sul palco del suo debutto, la Bussola di Focette, scegliendo la maternità fuori dal matrimonio e frutto di una relazione con un uomo sposato anche se separato di fatto (è il 1962, l'Italia benpensante, borghese e bigotta non la prese bene), e poi anche nel 1978 quando terminata l'ultima canzone di quello che doveva essere il suo grande ritorno sulla scena live a partire da quello stesso luogo in cui tutto iniziò, ora rinnovato nel Palatenda Bussoladomani, fugge via senza nemmeno cambiarsi gli abiti di scena, decidendo una volta per tutte il suo ritiro a vita privata. Una decisione, per l'appunto, che maturava da tempo, essenziale, fondamentale anzi per poter guardare dentro e "funzionare" meglio come persona e come musicista.

Perché "dietro una grande donna c'è sempre chi o che cosa? Solo se stessa, temo!"



Forse si sono domandati in molti, non è stato un caso o una semplice coincidenza se già nel 1974, anno in cui Mina, di nuovo in tv, conduce insieme a Raffaella Carrà Milleluci, ballando, cantando, recitando, duettando con gli ospiti in trasmissione, cantava nella sigla finale:



...Non gioco più

me ne vado

non gioco più

davvero

la vita è un letto sfatto

io prendo quel che trovo

e lascio quel che prendo dietro me...



Nel suo più recente passato c'erano la nascita della piccola Benedetta (1971) e lo storico, fruttuoso incontro con uno dei più sacri binomi della canzone italiana, quello con Battisti e Mogol, che porterà al successo Insieme, Io e te da soli, Io vivrò senza te, Amor mio, e gli splendidi album Minacantalucio e Mazzini canta Battisti. Poi, nell'estate de '78 arriva un'altra sigla, un'altra canzone: il programma era Mille e una luce in cui presenta la sua meravigliosa, sensualissima Ancora ancora ancora: il testo - come per un altro successo di quell'anno, L'importante è finire - è firmato da Cristiano Malgioglio e questa è ufficialmente la sua ultima apparizione televisiva.

Almeno prima del 2009 quando accetta di aprire il 59esimo Festival di Sanremo cantando Puccini (Nessun dorma, dalla Turandot), pur non rinunciando alla sua privacy e partecipando "solo" con la voce, in collegamento.



Intanto, per rendere omaggio a uno dei più formidabili talenti della musica italiana, la Sony ripubblicherà in vinile (tutti in versione picture disc con le riproduzioni delle copertine originali) la produzione di Mina compresa tra il 1994 e il 2009: Canarino Mannaro (doppio), Pappa di Latte (doppio), Cremona, Napoli, Leggera, Olio, Mina n°0, Sconcerto, Veleno, Napoli 2° Estratto, Bula Bula, L'Allieva, Todavìa e Facile.

L'occasione, speriamo, di riscoprire la grande Mina e attraverso di lei, che già fu, suo malgrado forse, un'icona in fatto di gusti e costumi negli anni durante gli anni '60 e'70 (dettò moda in fatto di trucco e acconciature, accessori e vestiti come quando si presentò in tv indossando una minigonna), riscoprire la grande musica italiana.





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